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Come si scopre la cellulite
Il medico, per essere sicuro che si tratti proprio di cellulite, parte sempre dalla cosiddetta “anamnesi”, cioè dalla ricerca di cause ed eventuali fattori che predispongono al problema: abitudini sbagliate (per esempio fumo, vita sedentaria, stress, alimentazione troppo ricca di calorie), fattori ereditari (varici, diabete), abitudini personali. E prende in considerazione anche il risvolto psico-emotivo del problema, cioè la percezione che la donna ha del suo corpo e dei suoi inestètismi.
• Tutti questi elementi sono indispensabili a formulare un programma di recupero specifico e a programmare l’intervento medico o chirurgico più indicato attingendo a un ventaglio di opzioni: bendaggi compressivi, linfodrenaggi manuali, somministrazione sottocutanea di farmaci specifici; dieta equilibrata, ginnastica posturale.
VALUTANDO LE MISURE
Solo dopo aver tracciato questo quadro si passa alle “misure”, ovvero alla valutazione antropometrica (o valutazione della composizione corporea): si rilevano cioè peso e altezza e si distingue la massa adiposa (body mass index) da quella acquosa (total body water) e da quella muscolare.
• Questi dati sono utili sia per un’analisi metabolimetrica, cioè per stabilire il corretto metabolismo individuale, sia per accertare la cosiddetta impedenziometria distrettuale o “ritenzione idrica”, la capacità di trattenere liquidi in una regione come le gambe.
LA DIAGNOSI AL TATTO
Le alterazioni di struttura del tessuto vengono rilevate dal medico anche attraverso un’attenta ispezione manuale.
• E’ la cosiddetta diagnosi al tatto: facendo scorrere le dita sulla superficie della pelle delle cosce con una leggera pressione dell’indice, il medico individua alcuni segni premonitori: alcuni piccoli granuli sotto la pelle, qualche nodulo, a volte doloroso, una superficie rugosa e poco elastica, fossette e smagliature, oppure, al contrario, un tessuto turgido, gonfio, facilmente comprimibile.
LA TERMOGRAFIA
Un altro strumento diagnostico interessante è la termografia. Le zone con pannicolopatia, come pure quelle che risentono di una malattia venosa (varici, capillari eccetera) manifestano forti sbalzi della ternperatura cutanea, segno che l’irrorazione sanguigna in alcuni punti e insufficiente.
• Per rilevare gli sbalzi di temperatura ci si serve del Vtc-videotherm, un apparecchio con una matrice a sensori, che ha la forma di una piccola piastra flessibile con tanti piccoli rilevatori elettronici. La matrice viene appoggiata sulla zona di osservazione rimandando sul monitor un mosaico dai colori vivaci. A ciascun tassello corrisponde una differente area ter-mica (di calore). Laddove la macchina capta delle variazioni significative, molto probabilmente c’e qualcosa che non funziona a dovere nella circolazione superficiale. H disegno venoso va quindi indagato con attenzione.
LA CAPILLAROSCOPIA
Per valutare con cura it disegno venoso, esiste un altro esame, la capillaroscopia (Videocap).
Si tratta di una sonda che, attraverso un sofisticato sistema a fibre ottiche, irradia un fascio luminoso e ingrandisce ogni punto illuminato della superficie corporea da 50 a 1.000 volte. Lo specialista pub cosi osservare sul monitor it disegno venoso superficiale, l’evenmale scompaginamento o irregolarita delle trame, le dilatazioni, la densita, la forma e pub, con l’ingrandimento superiore, arrivare addirittura a osservare la velocita di Russo dei globuli rossi.
IL DOPPLER
Nei casi in cui la capillaroscopia abbia rilevato particolari problemi, it medico pub richiedere un esame doppler, in grado di mettere a fuoco l’incontinenza delle valvole sia delle vene maggiori (safene) sia, soprattutto, di quelle minori.
Quando le valvole non riescono a far scorrere flusso in un’unica direzione, si verifica un aumento della pressione venosa in superficie, che a sua volts pub provocare la comparsa di varici o di teleangectasie (capillari). E dalla cattiva irrorazione dei tessuti, come abbiamo visto, dipende la degenerazione del tessuto adiposo sottocutaneo.
IL LASER DOPPLER
La tecnologia moderna da un grande aiuto al medico in questo delicato lavoro di analisi. ‘Ira le ultime realizzazioni c’e una nuova versione di laser doppler dotata di un dispositivo ottico al laser, abbinato a un computer che interpreta i dati rilevati.
La vera innovazione, perb, e costituita dalla plurality d’uso. Questo laser dispone, infatti, di 7-8 sonde con la parte terminale sagomata per meglio aderire alla zona del corpo da esaminare.
Una sonda 6 dotata di un terminale ad aghi per scandagliare it tessuto adiposo sottocutaneo. Cosi si possono analizzare contemporaneamente aree contigue del corpo, evidenziando granuli, noduli singoli o agglomerati e piccoli crateri.
Il computer visualizza in tempo reale, sullo schermo, la distribuzione del pannicolo adiposo. Il laser doppler a utilissimo anche per controllare gli effetti di una cura anticellulite.
L’ECOGRAFIA DELL’IPODERMA
Ma la vera fotografia della cellulite e del suo stadio evolutivo viene scattata con l’ecografia dell’ipoderma, un esame completo e accurato che visualizza su un monitor lo spessore del pannicolo adiposo e le sue pib o meno consistenti alterazioni. L’ecografia dell’ipoderma sfrutta onde sonore ad alta frequenza e l’eco 6 la riflessione di queste onde.
L’ANALISI DELLA POSTURA
Un altro esame the it medico estetico put) richiedere e l’analisi della postura (modo di camminare, eventuali problemi della colonna vertebrale eccetera) e dell’impostazione podologica (appoggio del piede).
Da questi fattori, infatti, può dipendere la salute delle gambe.