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La carbossiterapia
E’ una tecnica finalizzata al ripristino del corretto funzionamento della circolazione sanguigna. Per aumentare la quota di ossigeno endogeno (cioè presente all’interno dell’organismo) senza somministrarlo dall’esterno, si inietta sotto cute anidride carbonica (CO2) sfruttando il principio biochimico per cui, abbassando il pH dei tessuti, l’emoglobina contenuta nel sangue libera una maggiore quantità di carburante. Una volta introdotta nelle aree cellulitiche, l’anidride carbonica produce due effetti:
- migliora la circolazione locale perché provoca una vasodilatazione e, quindi, uno scorrimento più veloce del flusso sanguigno;
- rivitalizza i tessuti perché li riossigena.
Prima del trattamento non sono previsti particolari test, perché l’anidride carbonica è un gas normalmente presente nell’organismo, come residuo dei suoi processi vitali e viene eliminata attraverso i polmoni con l’aria espirata.
Come si esegue
Per iniettarla, il medico si serve di una siringa dotata di un ago molto sottile, collegata a un’apparecchiatura erogatrice. L’ago penetra al di sotto della cute per pochi millimetri e, servendosi del comando collegato all’apparecchio, si aziona l’emissione del gas.
I punti di intervento sono, generalmente, cosce, interno ginocchia e “coulotte de cheval” (parte alta ed esterna della coscia). Il quantitativo iniettato oscilla dai 100 ai 200 centilitri per zona trattata.
Per favorire la distribuzione omogenea durante il trattamento, viene eseguito un leggero massaggio su tutta l’area che circonda il punto dell’iniezione che, per effetto del gas, tende ad arrossarsi.
Al termine di ogni seduta, si avvertono un breve bruciore e una sensazione di calore diffusa, piuttosto duratura. Ma non si verificano né lividi né sanguina-menti. L’anidride carbonica, inoltre, non innesca reazioni allergiche, tanto che il trattamento si può ripetere anche a sole 24 ore di distanza. Già dopo le prime infiltrazioni il senso di pesantezza e di gonfiore alle gambe diminuiscono.
E’ consigliata: nei casi di rallentamenti circolatori di una certa entità e in quelli lievi a scopo preventivo. E’ sconsigliata: ai cardiopatici e a chi ha problemi di asma.